
è riduzione carico lombo sacrale addetti
Movimentazione Manuale Pazienti (MMP)
è un sistema di trasferimento pazienti che ne consente la
movimentazione attraverso lo scivolamento grazie a materiali ULF a basso attrito (Ultra
Low Friction) anziché tramite il sollevamento con conseguente alleggerimento del carico
lombo-sacrale a carico degli addetti all’assistenza.
Studi epidemiologici indicano uno stretto legame tra tipologia e quantità di manovre
di trasferimento da un lato e patologie acute e croniche a carico del rachide lombare
dall’altro: un infermiere su sei soffre di mal di schiena e il tasso di assenza per malattia
dovuto a tale disturbo raggiunge il 16%. Tra l’altro secondo dati elaborati dal Tribunale per
i diritti del malato il costo medio di un giorno di ricovero nelle strutture sanitarie nazionali è
sui 400euro circa tra costi diretti ed indiretti (il 36% di questi ultimi è imputabile alla perdita
di produttività del lavoro senza contare il costo per indennizzi assicurativi).
Studi biomeccanici inoltre misurano il carico effettivo durante le manovre di MMP
più rischiose, vale a dire in presenza di pazienti non collaboranti ed in particolare:
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Sollevamento da seduto a stazione eretta di un paziente di 73kg: 641 kg il carico
massimo agente sui dischi lombari; |
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Trasferimento letto/carrozzina: 448kg (carico medio su disco L5/S1); |
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Trasferimento letto/carrozzina di un paziente non collaborante di 80kg: 800 kg il
carico lombare massimo |
(“La movimentazione dei pazienti nelle strutture sanitarie ed assistenziali” A.Betta et al.Edizioni Vincenti)
Il D.Lgs.626/94 agli artt.47-48-49 e all’Allegato VI disciplina la Movimentazione
Manuale dei Carichi e Pazienti disponendo l’adozione di misure idonee a prevenire il rischio
di lesioni dorso-lombari:
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Valutazione del rischio |
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Introduzione di ausili e procedure adeguate |
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Informazione e formazione |
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Sorveglianza sanitaria |
Relativamente ai primi due punti l’Unità di Ricerca EPM (Ergonomia della Postura e
del Movimento) di Milano ha introdotto il MAPO (indice di Movimentazione e Assistenza
Pazienti Ospedalizzati) che consente di indicare sinteticamente il grado di esposizione al
rischio ponderando complessivamente vari fattori quali tipologia di pazienti (collaboranti e
non), ambiente di lavoro, formazione del personale e presenza di ausili e sollevatori.
La seguente tabella (esempio tratto da www.inail.it) mostra un esempio di entità del
rischio rilevata in differenti tipologie di reparti tipici di un Ente ospedaliero:
| Reparto |
Indice di Rischio |
Entità del Rischio |
| Ortopedia |
11,25 |
Significativo |
| Ostetricia / Ginecologia |
2,5 – 0,75 |
Trascurabile |
| Chirurgia Generale |
0,81 |
Trascurabile |
| Cardiologia |
3,3 |
Non rilevante |
| Geriatria |
8,37 |
Significativo |
L’esempio dimostra palesemente come nei reparti caratterizzati da pazienti
parzialmente collaboranti e/o non autosufficienti, come Geriatria ed Ortopedia, siano stati
riscontrati IR significativi con conseguente maggiore possibilità per gli OSS di contrarre il
mal di schiena. Nei reparti di lungodegenza in generale, dove gli OSS sono costretti a
movimentare interamente i pazienti, si riscontra maggiormente la necessità di utilizzare gli
ausili. Infatti, i punti di attrito che ostacolano maggiormente gli operatori in caso di paziente
lungodegente (v. pagina seguente)
sono ampiamente superati dall’utilizzo degli ausili con materiale ULF che
riducono sensibilmente la frizione del corpo del paziente sul letto durante lo spostamento e/o
rotazione con conseguente alleggerimento del carico lombo-sacrale degli OSS. Il marchio
ULF è stato sviluppato in maniera specifica per i materassini di trasferimento RoMedic ed è
garantito come materiale unico di scivolamento e ad alto scorrimento.
Pertanto, l’operatore durante la movimentazione con l’ausilio non necessita di uno
sforzo fisico consistente che sarebbe invece richiesto in mancanza dell’ausilio stesso; infatti,
gran parte dello spostamento viene effettuato direttamente dall’ausilio che favorisce in
maniera più che proporzionale la manovra facendo scivolare il paziente con facilità lungo la
traiettoria prevista. I benefici maggiori a parità di tipologia di manovra si traducono oltre che
nella riduzione del carico di lavoro sull’apparato muscolo scheletrico dell’operatore anche
nella possibilità di utilizzare un numero inferiori di operatori con conseguente riduzione dei
costi del personale e migliore allocazione delle risorse.
L’immagine successiva dimostra come un paziente a letto in posizione supina senza
alcuna tipologia di ausilio presenti punti di attrito nella zona del bacino e della schiena (zona
gialla, rossa e verde prima figura);

con l’inserimento dell’ausilio (in questo caso TurnSheet
Maxi) i punti di attrito vengono quasi totalmente eliminati vedi la. riduzione sensibile della zona
gialla nella terza figura sottostante con conseguente riduzione del carico di lavoro lombo sacrale
dell’operatore in caso di manovra di movimentazione.

Altre tipiche movimentazioni frequentemente rischiose per la salute degli
operatori riguardano il trasferimento da letto a barella / tavolo operatorio in quanto il carico
lombo-sacrale sopportato dagli operatori è direttamente proporzionale alla tipologia di
manovra e al peso del paziente che in questi casi risulta essere completamente passivo.
Pertanto, in virtù della prevenzione al rischio in sintonia con il D.Lgs.626/94 è necessario un
ausilio pratico che permetta il trasferimento laterale del paziente con facilità:
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Il RollerSlide è un asse di scivolamento pieghevole
con copertura ULF a basso attrito. Mentre l’asse fa da
ponte tra le due superfici di trasferimento la copertura
scivola attorno all’asse permettendo facilmente il
trasferimento laterale del paziente senza obbligare gli
operatori a inutili sforzi.
Il carico di lavoro sulla zona lombo sacrale degli OSS
viene ancora una volta ridotto in misura esponenziale.
Infine, vi è tutta una serie di ulteriori manovre di movimentazione altrettanto
rischiose e difficoltose per gli OSS soprattutto se sommate in una giornata lavorativa e
quindi nel tempo. Le movimentazioni più banali e ripetitive come lo spostamento da letto a
carrozzina, il sollevamento del paziente da posizione seduta a eretta, riposizionamento del
paziente in una corretta posizione seduta e altre ancora spesso nascondono insidie per gli
OSS e per i pazienti stessi.
La fretta nel dover effettuare le movimentazioni, l’ambiente di
lavoro spesso non a norma e il carico di lavoro a volte superiore alle proprie capacità
inducono a scorrette posizioni e/o posture degli OSS con conseguente aggravio delle proprie
condizioni fisiche. Ausili minori e facilmente utilizzabili che permettano di sopperire a simili
conseguenze oltre che incontrare quanto indicato dal D.Lgs.626/94 consentono di ridurre i
costi per malattia del personale,formazione ed inserimento di nuove personale, indennizzi
assicurativi con migliore allocazione delle risorse e aumento della produttività.
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